mercoledì 29 ottobre 2008

Lo Scugnizzo si chiama Lucio...


Pian piano riesco a muovere i miei buffi passi sotto il suo sguardo ironico e torno indietro sotto l'arco buio col mio cuore stanco che batte troppo veloce, e tutto succede nel lasso di un secondo, il rumore dei passi frettolosi, io che stringo la borsetta tra le mani sudate, e la sua voce gradevole che diminuisce la mia ansia straripante -ehi..mi chiamo Lucio...hai forse paura di me?-, rallento stranamente i miei passi e penso quasi divertita che nessuno mi chiamava "ehi" da un secolo, mi volto sulla sua energia e finalmente la mia voce bassa vien fuori-che vuoi?- gli chiedo scorbutica, -le dò fastidio? se le dò fastidio me lo dica-continua col suo linguaggio nervoso, abbasso la testa sospirando completamente spiazzata dalla sua frenesia che non capisco e mi fermo ad ascoltarlo mentre spara un mucchio di cazzate inventate dalla sua immaginazione annoiata, -sa' la vedo sempre e mi chiedo "chi sarà quella tipa" così strana e originale...diversa dagli altri...mi scusi ma mi son ficcato l'idea in testa che lei è un'artista...non so perchè...-, rimango a guardare la sua confusione perplessa, poi la mia voce esce come un soffio -e se ti dicessi che lo sono davvero cosa cambia? hai vinto qualche scommessa con i tuoi amici?-, -lo sapevo!- grida esultante cominciando a battere i pugni e a saltellare come un bambino, scuoto la testa attonita su quell'euforia fuori posto e comincio ad allontanarmi in fretta da quell'esibizione folle, ma lui mi raggiunge e mi poggia inaspettatamente una mano fresca sulla spallina del tailleur pezzato, mi scosto turbata mentre lui continua come un fiume in piena con le sue richieste assurde -dove abiti? quando posso venire a trovarti?-, lo guardo scioccata e ritorno burbera -ma tu cosa vuoi da me eh? guarda che chiamo la polizia, hai capito?-, il fiume non cessa la sua piena e continua a bagnarmi di stupore, -ma lei non ha capito...io non voglio farle niente di male...sono semplicemente attratto dal suo stile...vorrei sapere come vive, cosa fa, conoscere i suoi pensieri, vedere le sue opere...- la sua sincerità mi zittisce e penso che dev'essere uno di quei tanti aspiranti artisti, uno di quei tanti dilettanti che si perdono nella rete insidiosa delle illusioni e un moto di pena mi convince a lasciare il mio indirizzo scritto a matita su un pezzo di carta sporco raccattato da terra.
E poi mi pento e percorro la via di casa stordita da mille pensieri.

2 commenti:

Jumby93 ha detto...

amore mio, come mai hai lasciato bedo? non ti piaceva +?
io ti seguo sempre carissima...
la tua Jumbina nn ti molla mai...
smakkuccio kissoso
MI MANKIIIIIIIII
=(
ti voglio bene!

Francesca Ancona ha detto...

Amore sei tu??? oh piccola...lì mi odiavano, ma Marco dello staff vuole che ritorno per forza...grazie della visita ti voglio bene anch'io!!!!!